Spring 2007

 

ART OF LIVING

 

 

Amare l'Amaro Amarone: Un Viaggio Istruttivo in Valpolicella

 

 

‚Äčdi Antonio Mauriello

 


Un viaggio “vinicolo” in Valpolicella è senza dubbio uno dei più vari e ricchi diemozioni. Se svolto poi alla ricerca di produttori e di stili di vinificazione, diventa una vera e propria “chicca del sapere.” Così è stato per me poco tempo fa, quando, viaggiando quelle terre, ho cercato di orientarmi e capire meglio le differenze tra le varie tipologie di vino – Ripasso, Amarone, Recioto, e le varie aree didenominazione “classico.”

 

Innanzitutto c’è da capire che se un vino presenta il termine “classico” in etichetta, per legge, le uve devono provenire ed essere lavorate nella zona “classica” cioè nella zona tradizionale, quella che fu, probabilmente, la prima in assoluto a produrre questa tipologia di vino. Un patrimonio certamente invidiabile per gli agricoltori e i vignaioli di quelle zone!

 

Nel Veneto, vi sono numerose zone a Denominazioni di Origine Controllata (DOC), ma soltanto i vini prodotti in tre di queste possono riportare in etichetta la dicitura “Classico.” Procedendo da ovest verso est, incontriamo Bardolino Classico,Valpolicella Classico, e Soave Classico. Sulla sponda est del lago di Garda che produce un vino leggero, il Bardolino Classico è rosso rubino scarico con un finale amarognolo degno della cucina locale concentrata sul pesce lacustre.

 

Il Valpolicella Classico utilizza le stesse uve del Bardolino (Corvina, Rondinella e Molinara), ma sfodera vini rossi con più struttura e corpo, dovuti ai diversi stili di vinificazione e ai diversi terreni di produzione.

 

Soave Classico, zona d’eccellenza di produzione dell’uva bianca Garganega, da godersi maggiormente se vinificata in stile “recioto.”

 

E parlando appunto di “stili di vinificazione,” gli stili che più definiscono questo territorio sono senza dubbio Ripasso, Amarone, Recioto. Il vino Ripasso rifermenta una seconda volta favorendo concentrazione di aromi e ampia struttura. L’Amarone viene prodotto facendo fermentare le uve semi-appassite che quindi presentano un alto contenuto di zuccheri.  Il prodotto finale, quindi, è di maggiore gradazione alcolica e maggiore corpo e struttura.

 

Recioto è senza alcun dubbio un vino da assaggiare e meditarci su! Le uve vengono appassite naturalmente per produrre maggiore concentrazione di zuccheri e poi fatte fermentare non completamente in modo da lasciare una certa percentuale dolce nel vino. Il nome recioto deriva da “recia” (o orecchio in dialetto veneto), e si riferisce alla parte superiore del grappolo d’uva che in genere si allarga come a formare un orecchio. Questa parte, che è usata per produrre questo vino, è la più “fortunata” del grappolo perché gode di più nutrimenti dalla pianta e viene maggiormente colpita di più dal sole.

 

Vi rimando al prossimo articolo in cui vi parlerò delle mie vicissitudini in diretta dal Vinitaly di Verona, uno dei più grandi saloni di esposizione enogastronomici mondiali!

 

 

Antonio Mauriello è nato e vissuto a Roma dove ha conseguito il certificato di Sommelier AIS nel 1995. Il suo articolo intitolato “Il Gambero Rosso e i Vini Intelligenti” è stato pubblicato nel numero Inverno 2006 di Accenti.

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